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Nato come “scatola” è diventato uno strumento di marketing (ricordi? Ne abbiamo parlato in questo articolo) grazie al quale la “confezione” ricopre un ruolo fondamentale nella riconoscibilità del brand. Oggi facciamo un piccolo viaggio nel packaging tra design ed innovazione.

Applicazioni foil a caldo, effetti lucidi oppure metallici, rilievi, stampa in nobilitazione, materiali soft-touch. Per progettare il packaging perfetto bisogna conoscere le nuove tendenze di un mercato sempre più orientato  all’aspetto tecnologico ed emozionale.

Packaging creativo o tradizionale?

Nel mondo in cui viviamo la presentazione di un prodotto è strettamente collegata all’aspetto emotivo. 

Per questo non parliamo più del semplice involucro ma della sacralità di un momento che deve rimanere talmente impressa nella mente del consumatore da renderlo indimenticabile.

In tal senso aziende come Apple investono da tempo nel design del loro packaging perché hanno compreso prima di altri quanto un semplice gesto come “scartare un pacco” può diventare fondamentale nel rapporto tra Brand e Cliente.

Per essere ricordato un buon packaging deve essere il risultato di un bilanciato compromesso tra estetica e funzionalità. In una sola parola: design.

Come si presenta il tuo prodotto al tuo pubblico? Come hai deciso di vestirlo? In quale modo entra in scena per la prima volta? Se ti sei fatto queste domande almeno una volta sei sulla strada giusta.

Devi solo scegliere a quale stilista affidarti (e noi abbiamo qualcuno in mente).

La presentazione di un bene di consumo, il suo successo oppure il suo fallimento possono essere decretati da un packaging non all’altezza delle aspettative. Vuoi per creatività, vuoi per materiali.

Con questi presupposti è impensabile parlare di “tradizione” a patto che la parola “tradizione” non evochi un prodotto che nel corso del tempo non sia diventato talmente iconico da tracciare la strada anche per i propri competitor (ma su questo aspetto torneremo tra poco).

I trend che segneranno il futuro del packaging

Design, tecnologia e materiali stanno segnando da qualche tempo un percorso ben delineato per rivoluzionare definitivamente il prossimo futuro del packaging.

Prima di occuparci delle confezioni che hanno fatto la storia del design e della comunicazione mondiale (oltre che del Brand in esso contenuto) facciamo un piccolo salto nella nuova frontiera della “cartotecnica”.

La necessità di creare soluzioni di imballaggio sempre più sostenibili unita all’evoluzione tecnologica sta spingendo il mondo del packaging verso frontiere che erano impensabili fino a qualche anno fa.

Un esempio lampante di quanto stiamo dicendo è rappresentato dalla confezione connessa, espressione che raggruppa tutti quei prodotti in grado di mescolare il fisico del packaging al virtuale della rete.

Attualmente i Brand hanno la possibilità di utilizzare una vasta serie di accessori per stimolare il rapporto con il mondo circostante ed elevare l’esperienza d’acquisto ad un livello superiore. 

Dai semplici codici QR (in grado di collegarti ad un sito o ad un’esperienza immersiva come la realtà aumentata) fino ad arrivare alla tecnologia NFC ed all’identificazione in radiofrequenza (RFID).

Tutto ciò permette di connettere il consumatore al mondo online creando uniche ed estreme opportunità di marketing in grado di influenzare e guidare l’acquisto di quel determinato prodotto.

Ma non solo di tecnologia vive il packaging, un altro aspetto a dir poco fondamentale è la potenziale capacità di utilizzare materiali totalmente riciclabili in modo da alimentare la spinta virtuosa verso un’economia di tipo circolare.

Alcuni produttori come Ferrarelle ad esempio hanno internalizzato gli impianti di riciclo della plastica producendo solo bottiglie ottenute con materiali riciclati. 

Sono riusciti a mantenere inalterato il design della bottiglia (e la sua riconoscibilità) strizzando un occhio all’ambiente e regalando al consumatore un motivo in più per essere scelti.

Di sicuro per alcuni packaging è ancora presto definire una linea produttiva totalmente amica dell’ambiente perché  esistono oggettivi problemi di ingegnerizzazione che ancora devono essere risolti, ma la strada da percorrere è ormai segnata.

Quando parliamo di packaging la compatibilità ambientale è diventata il partner ideale del design

Packaging: il design creativo, geniale ed iconico

Ed ora veniamo a noi e guardiamo insieme alcuni dei packaging più belli mai realizzati, prodotti concepiti con una visione a lungo termine che hanno permesso ai Brand di creare un ponte di collegamento tra loro ed i consumatori.

Potevamo non partire da qui? Lo sapevi che la bottiglia della Coca-Cola è stata progettata per essere riconoscibile ad occhi chiusi tra milioni di altre bottiglie? 

Le linee guida (risalenti al 1915) che l’azienda consegnò alla Root Glass Company erano esattamente queste e possiamo dire senza paura di smentita che l’obiettivo è stato perfettamente raggiunto.

Grazie alla sua forma affusolata che ricorda il corpo di una donna ed alla sua naturale ergonomia, la bottiglia di Coca-Cola resta un capolavoro di progettazione e design ed è riuscita a coniugare l’estetica con la funzionalità in un modo che non si era mai visto prima di allora. 

Cambiamo categoria e passiamo dal bar alla profumeria per parlare di una boccetta di profumo che ha rivoluzionato l’arte del packaging di questo settore: la donna di Jean Paul Gaultier.

Ispirata anche in questo caso alla donna, il flacone di Jean Paul Gaultier è stato il primo in grado di unire il mondo patinato dei profumi con la creatività del design.

Il risultato? Un prodotto unico nel suo genere che trasmette lo stile del Brand (il corsetto è il suo elemento iconico), racchiude l’immaginario femminile (il suo target) e si presta a numerose personalizzazioni (ne esistono infatti diverse serie limitate).

Ed ora torniamo a casa nostra. Alzi la mano chi non ha mai bevuto in un bicchiere firmato Nutella. Nessuno, vero? Quello della crema spalmabile inventata da Ferrero nel 1964 è il classico esempio di come il corretto design può trasformare un’idea in un gesto quotidiano.

No, non parliamo del packaging in senso stretto perché il famoso vasetto di Nutella è cambiato nella forma e nella grandezza tantissime volte nel corso degli anni. La parte geniale del processo di studio del prodotto risiede nel fatto che è stato concepito per essere riutilizzabile.

Dalla tazza ai bicchieri, dai barattoli più piccoli a quelli più grandi, la Nutella è riuscita a costruire un dialogo talmente forte e sincero con i suoi consumatori da trasformare lo stesso packaging prima in prodotto e successivamente, grazie alle diverse e continue personalizzazioni, in un must have.

Ricordate i vasetti di Nutella con i nomi esposti in bella vista nelle diverse case italiane?  E quelli con le espressioni dialettali? E gli art-work in edizione limitata

Tutte queste operazioni hanno permesso alla Nutella di entrare nelle case degli italiani e restarci per lunghissimo tempo. Sarebbe successa la stessa cosa se non fosse stato effettuato un corretto studio del packaging? La risposta è NO.

E tu? Qual è il tuo packaging preferito? E perché proprio quello? Scrivicelo nei commenti e parliamone insieme. 

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