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Ogni anno in questo periodo il consumo di Uova di Pasqua schizza alle stelle e di conseguenza anche la necessità di smaltirne gli imballi. Questa volta però qualcosa è cambiato nel rapporto tra Uova di Pasqua e packaging.

Ricordate l’esagerazione, l’opulenza, di alcuni imballi degli anni passati? La quantità di materiale da scartare prima di arrivare all’agognato oggetto di cioccolata? Eccessivi vero? E pensate che non erano neanche lontanamente amici dell’ambiente.

In un’ottica di economia circolare dove anche il minimo particolare deve passare sotto il rigido controllo della sostenibilità anche le uova pasquali devono fare il loro dovere. Come? Semplice, diventando più discrete ed amiche dell’ambiente.

Negli ultimi anni i produttori di Uova di Pasqua hanno fatto passi da gigante adeguando il loro packaging lavorando sulla fantasia ed eliminando plastiche, lacci e quant’altro non possa essere gestito in raccolta differenziata.

A tutto vantaggio anche dei consumatori che non dovranno fare la lotta con enormi carte ingombranti prima di assaggiare il cioccolato.

Packaging per Uova di Pasqua: esempi

Com’è cambiato il packaging? Te lo raccontiamo attraverso alcuni esempi virtuosi messi in pratica da diverse aziende italiane ed estere.

Partiamo da un presupposto fondamentale: creare l’imballo perfetto per le Uova di Pasqua è davvero complicato, vuoi per la forma del prodotto finito vuoi per le sue dimensioni.

Difficile, vero, ma non impossibile e diverse aziende hanno raccolto la sfida ridefinendo il concetto di oggetto pasquale.

Chi l’ha detto che un uovo di Pasqua non possa diventare un regalo importante? Quando metti insieme cioccolato di qualità, lavorazione artigianale ed attenzione alla materia prima ecco che manca solo una confezione che restituisca importanza, stile e valore al contenuto.

Alcuni produttori hanno giocato sulla differenza di tonalità e sul contrasto dei colori per creare scatole cubiche molto eleganti e con una particolare attenzione anche all’aspetto tattile. Pratiche, eco-compatibili e delicate.

Qual è il problema più grande delle Uova di Pasqua? Esatto, il loro trasporto. Per questo c’è chi ha deciso di giocarsela tutta sulla praticità offrendo un packaging comodo da portare in giro grazie ad un utilissimo manico.

E se lo lasciassimo “nudo”? E’ quello che deve aver pensato un’azienda inglese che ha deciso di creare un semplice involucro aderente e per nulla ingombrante incorniciato da una sottile fascetta realizzata in materiale biodegradabile.

La semplicità al servizio dell’industria. E se non dovesse bastare ecco ben evidente un messaggio legato alla natura.

C’è chi ha deciso addirittura di cambiare soggetto omaggiando il coniglietto pasquale e dedicandogli una confezione molto piccola e sottile. Ovviamente dovrai montarlo tu a casa. Di chi parliamo? Ma di IKEA naturalmente.

E se invece di un uovo gigante spostiamo l’attenzione su tante uova più piccole e di gusti diversi? E’ questo che deve aver pensato quel genio che ha deciso di creare una scatola con apertura a fiammifero pratica da trasportare e capace di contenere tantissime golosità.

Insomma, come abbiamo più volte detto in passato, il packaging è una parte fondamentale della costruzione di un prodotto. E della sua comunicazione.

Ignorare la sua importanza significa non comprendere fino in fondo quanto confermato dal mercato: un buon prodotto presentato male funzionerà poco.

Come può essere risolto questo problema? Non possiamo rispondere così su due piedi, preferiamo fissare un appuntamento e fare quattro chiacchiere di persona. 

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