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Tipografia o serigrafia? Cosa sono quei luoghi dove tante volte ci sarà capitato di entrare? E qual è la differenza tra le due parole? Oggi vogliamo iniziare a parlarti di tutto ciò che avviene all’interno di un’azienda tipografica. Scopriamo quindi cosa serve per una perfetta stampa serigrafica.

Attenzione però. Prima di andare avanti è necessario fare qualche precisazione per consentirti di entrare in un fantastico mondo fatto di inchiostri, carta, fantasia e tecnologia.

Storia della serigrafia

Stai tranquillo non è nostra intenzione tornare troppo indietro nel tempo e neanche annoiarti con una disquisizione analitica sulla storia della serigrafia ma semplicemente portarti per mano nella nostra azienda.

La serigrafia è una tecnica di stampa nata secoli fa (ecco il motivo dell’accenno storico) ed ancora molto attuale. Pensa che il suo impatto estetico è così forte da essere utilizzata anche da molti artisti contemporanei, primo tra tutti Andy Wharol.

Il termine stesso deriva dal latino “sericum” (seta) e dal greco “gràphein” (scrivere) perché è stata la seta il primo supporto utilizzato per la stampa.

Nell’antico Oriente del X secolo d.C., in Cina prima ed in Giappone poi si era soliti utilizzare dei telai in seta per l’applicazione dell’inchiostro. In Europa approderà più tardi intorno al XVIII secolo presso la città di Lione e successivamente nel resto dei paesi europei.

La stampa serigrafica può essere utilizzata praticamente dovunque ed in ogni settore, dai cartelloni pubblicitari alla riproduzione di opere d’arte, dalle magliette alla plastica, dalle vetrine di un negozio ai suoi espositori. Tutto (o quasi) può essere serigrafato.

Il processo di stampa serigrafica

La serigrafia è un processo di stampa caratterizzato da una serie di azioni precise e puntuali che ripetute nel tempo e nei modi determinano il risultato finale. La precisione del risultato finale può essere definita senza mezzi termini “arte”.

Esistono diverse tipologie di stampe serigrafiche: tessile, grafica, industriale ed artistica. Per meglio comprendere la tecnica analizzeremo quella tessile.

Tutto parte dal telaio, una cornice in legno o metallo all’interno della quale è posizionato e ben steso un tessuto permeabile in materiale sintetico, nylon, oppure in seta.

Il tessuto presenta una trama ben definita che sarà più o meno fitta a seconda che l’inchiostro debba o meno passarci attraverso. Viene da se che solo la parte di trama “aperta” consentirà il passaggio dell’inchiostro dal telaio al prodotto.

Il passaggio successivo prevede la preparazione di una gelatina fotosensibile contenente un catalizzatore che viene ben miscelata e poi fatta riposare. Una volta riposata questa miscela viene stesa sul tessuto del telaio con una spatola chiamata racla.

Successivamente si applica una pellicola fotografica che raffigura il disegno da riprodurre, e su quest’ultima si proietta una fonte di luce (e calore) che cristallizza parte della gelatina precedentemente apposta.

Questa operazione deve essere ripetuta tante volte quanti sono i colori che compongono la stampa che vogliamo ottenere.

Considerando i diversi passaggi da effettuare è naturale ipotizzare che, tecnica a parte, per offrire un servizio di alto livello è fondamentale dotarsi di attrezzature affidabili, di ottima qualità e resistenti nel tempo.

Allora? Siamo riusciti a farti comprendere la grande versatilità della stampa serigrafica? Se vuoi saperne di più e verificare quale tecnica di stampa e di packaging è più adatta alla tua azienda, chiamaci e parliamone.

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