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La tecnologia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante nel settore del packaging spostando l’attenzione verso una spasmodica ricerca della sostenibilità. Ed è grazie a questo progresso che sono nati gli imballi commestibili ed accessibili anche ai meno fortunati.

Di cosa parliamo? E’ davvero possibile realizzare prodotti con un così alto tasso di sostenibilità da essere addirittura commestibili? Deve esserselo chiesto anche Notpla, una startup inglese che realizza packaging con alghe brune.

Non solo tecnologia quindi (ricordi lo smart packaging?) ma anche una grande attenzione all’ambiente, del resto la linea è tracciata da tempo.

Arriva il packaging che si mangia

Al centro del progetto di Notpla c’è, come anticipato, l’alga bruna, dalla cui struttura viene ricavata una membrana biodegradabile chiamata OOHO.

Il tempo di realizzazione è di circa 5 settimane e la sua composizione (ricordiamo totalmente biodegradabile e quindi commestibile) è perfetta per imballare prodotti di consumo da utilizzare in movimento.

Il risultato è incredibilmente positivo perché eliminando di fatto tutti gli imballi di plastica, permetterebbe di eliminare qualsiasi tipo di rifiuto.

Niente plastica vuol dire aiutare l’ambiente.

Ma è davvero possibile? Ebbene si, Notpla è realtà ed ha già testato sul campo il prodotto, più precisamente durante la Virgin Money London Marathon dove ha sostituito l’intera fornitura di bicchieri e bottiglie di plastica.

Fermati un attimo a considerare i campi in cui può essere applicata la speciale membrana OOHO, solo così puoi comprendere le potenzialità del packaging commestibile. E Just Eat non si è lasciato sfuggire l’occasione stipulando un accordo quadro su tutto il territorio britannico.

D’altronde la materia prima è presente in grandissime quantità in natura ed è già impiegata, ad esempio, nella cucina asiatica e nel trattamento di patologie come l’obesità.

Un’idea fantastica, vero? Ma non è l’unico passo verso un packaging utile alla società. Kellogg ha infatti testato un imballo in grado di essere accessibile anche ai ciechi ed agli ipovedenti.

Kellogg ha sviluppato un imballo accessibile ai ciechi

Un passo importante verso i consumatori che soffrono di disabilità visive che, da oggi, possono accedere ad una shopping experience sempre piu immersiva ed inclusiva.

Com’è possibile? Anche in questo caso grazie alla tecnologia. Si chiama NaviLens ed è la prima al mondo che sia in grado di supportare le persone cieche ed ipovedenti.

Entro la fine del 2021 verranno effettuati tutti i test necessari e da gennaio del 2022 le nuove confezioni Kellogg saranno sugli scaffali di tutti i supermercati. Questo programma permetterà all’azienda di essere la prima ad aver sviluppato e proposto una soluzione alle disabilità visive.

Ma come funziona? Semplice, le confezioni di cereali saranno dotate di uno speciale codice che, una volta letto dallo smartphone, renderà accessibili in forma audio tutte le informazioni sui prodotti, dal contenuto all’imballo fino ad arrivare alle istruzioni per il suo riciclaggio.

E non bastava un classico QR code vi chiederete? Ebbene no, perché la nuova tecnologia NaviLens non solo è visibile da una distanza maggiore ma è dotata di forti colori a contrasto in grado di risultare accessibili anche agli ipovedenti.

Insomma i produttori ed i fornitori di cartotecnica stanno lavorando a lungo e senza sosta per regalare al consumatore il giusto mix tra esperienza e sostenibilità e le imprese dovranno mettere sempre di piu il packaging al centro dei loro progetti commerciali.

E tu? Cosa ne pensi? Cosa dovrebbero fare di piu le aziende per accompagnare l’utente finale verso la transizione ecologica? Parliamone.

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