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Ci occupiamo di grafica da talmente tanto tempo che abbiamo avuto modo di vivere il cambiamento   di moltissime aziende nostre clienti. Per questo motivo oggi vogliamo parlarti del processo di Rebranding e spiegarti cos’è e perché è così importante.

Ma cos’è il Rebranding? Tecnicamente è l’insieme delle azioni necessarie a rilanciare, modificare o consolidare l’identità di un brand.

Un Rebranding efficace comporta un cambiamento strategico di tutti i processi coinvolti nella gestione di un’azienda, dal logo al design, dalla comunicazione ai colori sociali. Per questi motivi è semplice immaginare quanto un’operazione apparentemente semplice sia in realtà un momento delicatissimo per la vita di un’impresa.

Tralasciando per ora il concetto di “Brand e Branding” al quale dedicheremo un approfondimento piu avanti, in questo articolo vogliamo focalizzare la nostra attenzione sui motivi per cui un’azienda decide di rinnovare la propria immagine e portare qualche esempio famoso.

Sei pronto a scoprire i segreti di un Rebranding perfetto? Bene, anche noi.

Quanti modi esistono di fare Rebranding?

Partiamo da un presupposto senza cui questo articolo non esisterebbe: il delicato processo di Rebranding nasce dall’esigenza di modificare la percezione che i consumatori hanno di un brand.

Dal punto di vista generale possiamo trovarci davanti a due macrocategorie, totale quando riguarda tutti gli elementi distintivi del marchio incluse le strategie commerciali e di marketing oppure parziale quando si limita a piccole modifiche utili per lanciare un nuovo prodotto o servizio.

Volendo scendere piu a fondo possiamo prendere in prestito prima le parole di Muzellec e Lambkin che nel saggio “Rebranding Process – Il Processo di Corporate Rebranding” suddividono questo processo in evolutivo e rivoluzionario e poi quelle del The Economist Times che parla chiaramente di una terza distinzione tra proattivo e reattivo.

Ora non ci resta che metterci comodi ed affrontare una alla volta tutte queste differenze.

La prima e chiara diversificazione riguarda la delicatezza con la quale viene affrontato l’evoluzione aziendale. Per capirci meglio parliamo di processo evolutivo quando le modifiche riguardano poche componenti della comunicazione (ad esempio logo e payoff).

Vien da sé che tale approccio sarà percepito in modo meno evidente dal consumatore perché piu graduale e delicato (come accennato in precedenza).

Parliamo, al contrario, di Rebranding rivoluzionario quando succede l’esatto contrario, quando vengono messe in discussione tutte le componenti comunicative dell’azienda apportando dei cambiamenti talmente radicali da essere percepiti immediatamente e con forza dal consumatore.

Al tempo stesso un processo è proattivo quando l’azienda intende adottare una strategia finalizzata al miglioramento della propria immagine.

Cosa vuol dire? Immagina che un marchio intenda lanciare sul mercato un prodotto completamente  estraneo al core business dell’azienda. Come potrà farlo se il target è molto lontano da quello a cui si rivolge normalmente?

Ci riuscirà operando internamente ed assecondando la volontà di mantenere una data coerenza tra business, immagine e prodotto.

Quando ad incidere sulla decisione di mettere in atto importanti cambiamenti sono fattori esterni allora parliamo di Rebranding reattivo.

Modifiche della politica commerciali dei principali concorrenti, fusione aziendale, vendita dell’azienda o di un suo specifico ramo, innovazioni tecnologiche o questioni legali sono tra i principali motivi che possono spingere un’azienda ad adottare soluzioni drastiche.

Ma attenzione, indipendentemente dai casi e dalle scelte da affrontare, è bene comprendere che un Rebranding non è mai un processo semplice, anzi è un percorso complesso che bisogna di un’analisi preventiva approfondita.

Se non consideriamo in modo analitico tutte le componenti in gioco rischiamo che diventi un fallimento epocale.

Esempi di Rebranding? Eccone alcuni famosi

Il primo esempio di Rebranding che intendo sottoporti riguarda un’azienda italiana (o almeno lo era) la FIAT che nel corso del tempo ci ha abituati a continui modifiche del logo aziendale fino all’ultima soluzione che richiama gli stilemi del passato.

Uno dei piu radicali è legato a McDonald’s che tra il 1990 ed il 2000 ha lavorato duramente e profondamente per rimettere in piedi un’immagine rovinata dalla percezione di “cibo spazzatura” che si era incuneata nella mente del consumatore.

Per ripulire la propria reputazione McDonald’s ha cambiato i colori sociali passando dal rosso al verde, ha modificato l’offerta commerciale inserendo prodotti freschi come le insalate, rivisto la filiera dei fornitori e costruito ambienti piu eleganti e puliti.

Per quanto riguarda il passato ti facciamo una domanda, ricordi la famosa casa automobilistica Datsun? No, vero? La Dardust è stata acquisita dalla Nissan che nel 1986 ne ha ereditato il logo promuovendo una campagna di Rebranding massiccia denominata “The name is Nissan”.

Bene, per questa volta ci fermiamo qui (ma ritorneremo sul Rebranding piu avanti), se hai bisogno di chiarimenti oppure la tua azienda si sta preparando ad affrontare questo processo e necessiti di un partner grafico, non esitare a contattarci.

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